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Aspetto socio-economico

(Testi di Cappellari Paola)

Foza occupa la parte nord-orientale dell’altopiano dei 7 Comuni insieme ad est con il Comune di Enego, più ad est. E’ a 1083 metri sul livello del mare con una superficie di circa 35 kmq. Conta attualmente 744 abitanti ed è caratterizzata da una situazione socio-economica discreta. Le famiglie di Foza, infatti, non presentano grossi problemi, perché la disoccupazione è limitata a pochissime persone; le donne e gli studenti per la maggior parte svolgono lavori stagionali. I genitori si preoccupano che ai figli non manchi quello che serve loro e soprattutto che frequentino le scuole ottenendo un diploma superiore; sono rari i ragazzi che lasciano gli studi dopo l’obbligo scolastico, alcuni sono iscritti anche all’università. Il tenori di vita è abbastanza buono, tutti hanno un mezzo di trasporto e le abitazioni sono state ristrutturate o ricostruite con i criteri moderni. Diverse persone si concedono dei viaggi e brevi vacanze. Gli anziani non sono lasciati soli, vivono tutti in famiglia e quelli più invalidi usufruiscono di un particolare sussidio stanziato dallo Stato e di assistenza domiciliare da parte di personale specializzato. Il Comune, inoltre, in collaborazione con la Parrocchia e con l’aiuto di persone disponibili organizza per loro incontri periodici con pranzo e intrattenimenti piacevoli. Per l’assistenza sanitaria funzione un ambulatorio medico e l’ospedale è nel vicino paese di Asiago dove ci sono pure i servizi socio-sanitari. Foza ha un territorio vasto ma non molti abitanti che, seppur in numero limitato, tendono sempre a diminuire perché ci sono meno nascite ed inoltre i giovani vogliono sistemarsi nei luoghi di lavoro. Il problema per il paese è sicuramente la mancanza di lavoro in loco per cui molte persone devono spostarsi nei paese vicini ed anche in pianura. Pochissimi però a differenza di una volta, sono coloro, che stanno lontano dalla famiglia tutta la settimana e l’emigrazione all’estero è scomparsa e questo è un vantaggio sociale e morale perché alla sera la famiglia è riunita.

L’agricoltura, attività prevalente di alcuni anni fa, ora è solo riservata a poche famiglie, forse una decina, ed è destinata ad esaurirsi perché il ricavato è troppo limitato così si vedono campi, boschi e prati lasciati incolti quasi abbandonati.

A Foza però si sono creati dei posti di lavoro oltre che nel Comune e nelle Scuole soprattutto nello stabilimento per le lavorazioni del miele e delle confetture che sono esportate non solo in Italia ed in Europa, ma anche nel resto del mondo (Rigoni di Asiago) e poi nell’azienda agricola dove si allevano tacchini in grande quantità (Rebeschini di Roana).

C’è anche una segheria a conduzione familiare che impiega delle persone e inoltre offre un buon servizio al paese e all’Altopiano. Ci sono pure imprese edili sempre a conduzione familiare, ma allargate anche ad altri operai del paese ed inoltre sono state aperte delle cave in località Valcapra e Futa per l’estrazione del marmo. Il turismo ha poi una certa importanza, soprattutto d’estate perché Foza resta sempre un paese che offre caratteristiche paesaggistiche incomparabili dando al visitatore soprattutto tranquillità. Ci sono molte abitazioni di persone che vogliono trascorrere qui le vacanze ed inoltre ritornano paesani, sistemati altrove che hanno però qui la loro casa paterna. In questo settore si può dire che c’è una discreta economia: ci sono due bar e cinque alberghi aperti tutto l’anno con cucina raffinata e specialità di cibi. A San Francesco c’è un agriturismo che offre, oltre alle pietanze caratteristiche, il tiro con l’arco ed un panorama incantevole. Salendo poi, verso Marcesina si può sostare a malga Fratte dove c’è pure un agriturismo ottimo per chi preferisce le grigliate. A Foza c’è un negozio di alimentari “Da Piero” da poco completamente rinnovato dove si trovano soprattutto i prodotti tipici dell’Altopiano: il latte ed in particolare i formaggi (Enego-Consorzio Asiago e Pennar sempre di Asiago, salumi (Asiago), le confetture ed il miele (Rigoni), i liquori (Rossi Asiago) nonché la Torta Ortigara (Carli di Asiago). Anche ai Lazzaretti c’è un negozio di alimentari “Da Giuliano” con prodotti particolare del Trentino. Ci sono inoltre altri negozi di: frutta e verdura, mobili, articoli da regalo e utensileria per la casa, cartolibreria con merceria e articoli da regalo, una macelleria rinnovata da poco, un negozio di parrucchiera per uomo e donna, una rivendita di giornali al bar “Tre Scioppi” ed una rivendita di tabacchi all’Hotel Alpi ed al bar dei Lazzaretti, dove c’è pure il distributore di benzina, un ufficio postale, uno sportello bancario con bancomat ed una farmacia. Foza per concludere è un paese sempre attivo che vede migliorare continuamente guardando il futuro con ottimismo. Le strutture per il tempo libero sono: il capo da calcio, la sala “E. Oro”, per le proiezioni, il teatro, gli incontri culturali, la biblioteca comunale, la palestra per le attività sportive e per le serate di festa; durante il mese di agosto viene allestito anche un palatenda. Il paese ha un aspetto gradevole. Le abitazioni sono curate e molto adornate di fiori durante l’estate, le chiesette di S. Rocco e San Francesco sono state rinnovate da qualche anno ed anche il monumento dei caduti ha una veste nuova. Nel centro sono stati sostituiti gli alberi del viale; è stata posta una fontana davanti al Municipio ed uno stemma tutto costruito in mosaico su un piccolo piazzale lastricato posto davanti all’ingresso della Chiesa parrocchiale che vanta all’interno delle pittura nuove. Molto interessanti è il progetto dell’Amministrazione Comunale di realizzare nella sede dell’ex Municipio un museo polifunzionale e cioè con una sezione dedicata all’ambiente all’ambiente e alle tradizioni, una sezione dedicata ai temi dell’emigrazione ed una sezione dedicata alla Grande Guerra. Sarà gestito da un comitato organizzatore e coinvolgerà tutta la cittadinanza. Si tratta di una realizzazione di grande valore culturale – ambientale e sociale che darà lustro al paese. Foza per concludere è un paese sempre attivo che vuole migliorare continuamente guardando al futuro con ottimismo.

MOLTI ESERCIZI COMMERCIALI HANNO CESSATO L’ATTIVITA’

Diversi negozi hanno chiuso i battenti, questo è dovuto sicuramente al fatto che le persone si spostano facilmente nel vicino paese di Asiago nel Bassanese dove ci sono grossi negozi e centri commerciali e quindi più possibilità di scelta dei prodotti e confronti di prezzi.

Ai Lazaretti hanno cessato l’attività il negozio delle “INA” un bazar dove si trovava di tutto: tabacchi, articoli di merceria, da regalo, per la casa, di cartoleria, capi di vestiario, profumi, frutta e dolci. Le signore Adelina chiamate comunemente “INA” era sempre disponibile e con il marito Antonio, cercavano di accontentare sempre i clienti procurando loro al più presto possibile le cose richieste. . Sicuramente questo negozio è da ricordare per la compravendita dei funghi legata soprattutto ad Antonio chiamato da tutti “Toni”, instancabile cercatore. Ora la rivendita dei tabacchi è passata al vicino bar “Lazzaretti”, che gestisce pure il solito distributore di benzina. Anche il negozio di generi alimentari della Gloria non c’è più. Era sicuramente utile per la zona essendo aperto anche nei giorni di festa: la Gloria c’era sempre. Molte persone prima di salire in Marcesina, specialmente durante la stagione dei funghi si fermavano da lei per prendere il panino. Oltre quindici anni a Lazzaretti c’era anche la Scuola Elementare che sicuramente rappresentava l’anima della contrada, chiudendo poi i due negozi se n’è andata un pezzo di storia della zona stessa più comunemente chiamata “Canton Parigi”. Anche a Costalta da qualche anno ha chiuso il negozio di alimentari “della Luisa”. Questo negozio è ricordato soprattutto per il formaggio: molte persone facevano grosse provviste perché di ottima qualità. Diversi anni fa la famiglia Contri di cui appunto fa parte Luisa gestiva anche un’osteria. A titolo informativo bisogna ricordare che a Costalta circa quarant’anni fa c’era anche la scuola Elementare solo però fino alla terza elementare questo per far capire quante famiglie ci fossero allora in quella zona. In centro i negozi che hanno smesso l’attività sono più di uno. Il tabacchino di “Poi”, con materiale di cancelleria, articoli da regalo, generi alimentai ed anche sementi per gli orti, un po’ di tutto insomma. Ora per l’acquisto di sigarette e di quanto è monopolio dello Stato bisogna recarsi presso l’Albergo alle alpi. In passato la famiglia Cristiani detta appunto “Poi” gestiva anche un’osteria ed il nonno Ennio era famoso come ottimo cuoco. Anche Luciana Menegatti ha chiuso il negozio dove c’erano articoli di abbigliamento e altre cose soprattutto la rivendita di giornali passata di mano al bar “Tre Scioppi”. I più anziani a questo proposito non possono dimenticare la “Tilde”proprietaria fino a quarant’anni fa della casa della Luciana, gestiva appunto il bazar dove si trovava di tutto. La tilde, personaggio caratteristico del paese, fumava la pipa e alla domenica faveca il giro delle osterie con un cesto di paste. Giocava a carte e la sua casa era un po’ il ritrovo dei ragazzi e ragazza alla domenica pomeriggi. Anche Sabina ha chiuso il negozio di alimentari; molti anni fa era nella casa accanto, quella di Grandotto trasferitosi da paese oltre quarant’anni fa. Anche vicino ai giardinetti c’era un negozio di alimentari quello della “Giulia”. Prima di trasferirsi in centro gestiva il negozio con la famiglia e prima ancora la detta “Vedoeta”in Valcapra. Vicino al negozio di frutta e verdura c’era un negozio di abbigliamento merceria “Dalla Laura” poi di abbigliamento “Dalla Paola” ora si vendono mobili. Non è da dimenticare la bottega di ferramenta di “Marceo Poi” cioè Marcello Cristiani, attigua all’albergo Monte Fior. I negozi del paese specialmente per gli anziani, erano molto utili ed inoltre rappresentavano un motivo per fare due passi, una chiacchiera, insomma uscire di casa. Diciamo che i negozi portano un certo movimento e la loro scomparsa sono delle finestre che si chiudono sulle utilità del paese.

LA SCUOLA La scuola di Foza fa parte dell’Istituto Comprensivo Enego – Foza. Ad Enego c’è la presidenza e la segreteria. Fanno parte tre ordini di scuola: “La Scuola dell’Infanzia, ci sono 12 bambini, due insegnati ed un collaboratore scolastico con un orario dalla 8.15 alle 16.00; la Scuola Primaria conta 28 scolari con 6 insegnanti ed un collaboratore scolastico con un orario dalle 8.15 alle 12.15, di martedì il rientro è dalle 13.45 alle 16.45. La Scuola secondaria di 1° grado ha 16 alunni con un insegnante per disciplina con un orario dalle

8.05 alle 12.45 e al martedì dalle 1.50 alle 16.35. Funziona una mensa scolastica per chi non può andare a casa e naturalmente per i piccoli della Scuola dell’Infanzia. C’è pure un pulmino comunale per il trasporto che è disponibile anche per accompagnare i ragazzi durante le varie uscite dal paese siano esse per attività sportive o per la conoscenza d’ambiente. La Scuola offre a coloro che la frequentano dei progetti per l’ampliamento dell’offerta formativa che permettono di sviluppare maggiormente alcune attitudini ad ampliare delle conoscenze nel campo linguistico e del territorio nonchè sviluppare la socialità e la creatività. Per quanto riguarda gli istituti di Scuola Superiore secondaria i ragazzi si recano quasi tutti ad Asiago, però alcuni vanno anche a Bassano o a Feltre.

LA FESTA DELL’ASSUNTA

Gli abitanti di Foza hanno una particolare venerazione per la Madonna Assunta cui è dedicata anche la chiesa parrocchiale. Il 15 agosto è così ricordato in forma particolare e rappresenta appunto la festa del paese. Ogni cinque anni inoltre la festa assume un carattere maggiormente solenne in seguito ad un voto rivolto alla Vergine che nel 1836 avrebbe risparmiato Foza da un’epidemia di colera asiatica la domenica dopo il 15 dalla Chiesa parrocchiale alla chiesetta di San Francesco si snoda una processione; la statua della Madonna è portata a spalle dalle ragazze del paese vestite di bianco. Il percorso addobbato di archi molto elaborati con fronde di abeti è rappresentato dalla strada vecchia del Pubel ed è gremito di fedeli soprattutto paesani tornati proprio per questa grande occasione. Tutti seguono la statua con devozione commovente soprattutto gli emigranti che per motivi di lavoro hanno dovuto lasciare il paese. Tanti ricordi sicuramente riaffiorano alla loro mente salgono sul colle. I genitori, i nonni, gli avi che hanno percorso con solida fede quel sentiero, i loro sacrifici, le loro fatiche e grazie a queste il contino rinnovamento, molto visibile nello sviluppo del paese. I festeggiamenti per questo grande avvenimento iniziano già dal mese di luglio con celebrazioni religiose, manifestazioni socio-culturali, avvenimenti sportivi, serate musicali e danzanti nel palazzo tenda dove funziona uno stand gastronomico. Da non dimenticare la “solita pesca di beneficenza, gestita dai volonterosi del paese. Tra i riti religiosi è da ricordare il pellegrinaggio con l’antica statua di legno della Madonna che viene portata nelle principali contrade in ciascuna delle quali gli abitanti della zona addobbano un altare per la celebrazione della festa. E’ un segno che vuol dimostrare la presenza della Madonna vicina alla gente. La restaurazione di questa statua che risale al 1400 è avvenuta nel 1981 grazie all’intervento di Valentino Marcolongo, purtroppo ora deceduto che l'ha ritrovata nella soffitta della canonica; i vestiti sono stati confezionati dalla superiora della Scuola materna, suor Angelina. E’ da ricordare anche la fiaccolata della sera antecedente la festa che si ripete ogni anno. Dal Colle di S. Francesco dove viene celebrata la messa scende una processione dove tutti tengono in mano una candela accesa che termina con una benedizione nella chiesa parrocchiale. Nel pomeriggio ci sono manifestazioni folkloristiche in piazza e non dimentichiamo la tradizionale “cuccagna”. La grande giornata si conclude con l’estrazione della tombola, verso mezzanotte e quindi lo spettacolo pirotecnico dei fuochi d’artificio che fra giochi di colori e luci conclude la festa dell’Assunta. Nel 2001 a Foza, grazia all’organizzazione degli appuntamenti per le feste quinquennali ha meritato il titolo di “capitale dell’estate altopianese”; sicuramente per il 2006 non vuole essere da meno per cui l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco, le varie Associazioni e tutti i volonterosi del paese stanno organizzando per il grande evento. La Chiesa parrocchiale, giustamente sarà in veste nuova con delle pitture interne che mani esperte hanno già iniziato a fare.

MEETING FAMIGLIE DI FOZA MARCOLONGO – ORO – GHELLER

Da qualche anno a Foza si stanno verificando degli incontri, a livello internazionale di famiglie originarie del paese. La prima è quella dei Marcolongo riunitasi per ben tre volte nel 1997 nel 2000 e nel 2003. La seconda quella degli Oro riunitasi per due volte nel 2001 e nel 2004 e quella dei Gheller che si ritroverà per la prima volta nel mese di agosto del 2006 proprio in occasione delle feste quinquennali. Questi raduni sono sicuramente molto importanti perché rappresentano un ritorno alle origini, alle proprie radici sviluppando amicizie e rafforzando vincoli di parentele.

MARCOLONGO

I Marcolongo durante i tre incontri 1997-2000 e 2003 si sono presentati a Foza in numero di circa 400 persone con una certa flessione nel primo e terzo raduno. L’ideatore e organizzatore della festa è stato Leopoldo Marcolongo Sindaco di San Giorgio in Bosco ed originario di Foza. Egli con grande impegno ed entusiasmo è riuscito a portare nel paese di origine la sua grande famiglia. I Marcolongo sono rappresentati in Italia da circa 800 famiglie ed oltre 100 con variante Marcolongo per lo più residenti nel Veneto, Lombardia e Piemonte. Molti sono emigrati negli Stati Uniti, in Brasile ed in Argentina, per non dimenticare gli stati della vicina Europa. I Marcolongo sono proprio originari da Foza ed appaiono per la prima volta nel 1481. La loro origine non è legata ad un nome ma ad un soprannome; lo troviamo, infatti, la prima volta in riferimento ad un certo Gianese (Giovanni) soprannominato Longo. Nei documenti risultano essere stati ricchi possidenti di terreni, di case, di bestiame, molini e boschi e di aver ricoperto degli incarichi importanti nell’amministrazione comunale. Come tante altre famiglie in tempi di miseria hanno dovuto lasciare il paese e cercare lavoro altrove. L’appuntamento per tutti a Foza è il 2006.

ORO

Il primo raduno degli Oro organizzato dall’impiegato comunale Oro Costantino ha registrato oltre 350 presenza provenienti da varie parti d’Italia e dall’estero. Di rilievo la presenza del poeta e professor brasiliano Eliseu Oro ed il religioso padre Ivo Pedro Oro che ha anche officiato l’odierna funzione religiosa. Fra le varie autorità intervenute è da ricordare l’ex sindaco Luigi Menegatti che ha illustrato la storia della famiglia Oro. Lo stesso ha curato un volumetto e presentato sempre a Foza l’anno successivo sempre alla presenza di numerosi oro e con l’intervento di persone di rilievo come Rigoni Stern, Diego Dalla Palma, Giancarlo Bortoli e Sergio Bonato. Le origini degli Oro risalgono alla prima metà del 1500 ed avrebbero come capostipite un certo Hoerich di Germania abitante a Foza dalla metà del 1400. Dai nomi dei figli Clemente e Vincenzo parirono i Chiomento e gli Oro due antiche famiglie. Nel 2004 gli Oro si ritrovarono per la seconda volta con lo stesso entusiasmo ed ora l’appuntamento è per il 2007.

GHELLER

Il 27 agosto a Foza sull’Altopiano di Asiago si svolgerà il primo incontro dei “Gheller” di tutto il mondo. È stato scelto il paese di Foza perché rappresenta le radici di questa famiglia ed il mese di Agosto del 2006 perché ricorrono le celebrazioni solenni in occasione della festa dell’Assunta che si svolgono ogni cinque anni. L’idea è scaturita dall’imprenditore Attilio Gheller partito da Foza in tenera età ed ora residente a Solagna il quale vuole che tutti i suoi “parenti”, si trovino per una grande festa. Un gruppo di persone aiuteranno Attilio per la realizzazione e proprio per tale occasione sarà presentata anche una pubblicazione sui “Gheller”, che rappresenterà la storia di questa famiglia. Già da diverso tempo sono state contattate le persone per poter organizzare meglio l’incontro e per poter creare un archivio di dati utili a ricostruire le varie discendenze e quindi eventualmente riferire su alberi genealogici. E’ un progetto non indifferente che richiede studi, ricerche su archivi, interviste, capacità organizzativa e sopratutto tanto entusiasmo che proprio la forza interiore che scaturisce da Attilio Gheller il quale riuscirà sicuramente a realizzare il grande raduno. I Gheller secondo gli antichi documenti del 1500 provengono dal vicino paese di Gallio e si sono stabiliti nella contrada Cruni vicino al centro ed il luogo stesso prese il nome di Gheller. Da qui si allargarono verso Gavelle occupando le contrade di Gozzar-Furlani e Chigner. Attualmente i Gheller sono presenti a costalta-Pubel-Cruni-Lazzaretti-Carpanedi e Furlani che rappresenta la contrada più numerosa. Come molte altre famiglie in tempi difficili, i Gheller dovettero abbandonare il loro paese natio e cercar fortuna altrove stabilendosi soprattutto nella pianura veneta e anche in altre regioni d’Italia in particolare nella Lombardia dove c’era molta possibilità di lavoro. Alcuni partirono per la Francia e per il Belgio. Altri attraversarono l’oceano per il Brasile, l’America e l’Australia. Hanno svolto i lavori più svariati e più duri, ma hanno saputo resistere fra mille difficoltà con la forza propria dei cimbri, dei montanari distinguendosi sempre per capacità, tenacia e costanza. Grazie a questo molti sono riusciti a realizzarsi e a migliorare continuamente le loro condizioni di vita dando soprattutto alle proprie famiglie un tenore di vita sempre più dignitoso. La caratteristica dei Gheller come risulta dai primi documenti è proprio quella dell’intraprendenza. Essi investirono anche delle cariche pubbliche: nel 1500,1600,1700 troviamo dei Sindaci, dei consiglieri e dei decani che erano i rappresentanti delle contrade più grosse dette colonnelli. Da ricordare in particolare Giuseppe Gheller quale responsabile di un’impresa edile che ha costruito l’attuale chiesa parrocchiale che come si può notare ha richiesto un’abilità non indifferente. Oltre a intraprendenti lavoratori alcuni Gheller si sono distinti in politica arte e cultura onorando il paese di provenienza che certamente che è orgoglioso di aver dato loro le origini.

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